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HAILE
SELASSIE I

I Rastafariani credono che Haile Selassie I
sia Cristo per varie ragioni. Credono Egli esprima una
santità assoluta, e che abbia compiuto opere miracolose,
principalmente di natura politica, in Etiopia e nel Mondo;
credono che Egli, come Gesù, compia le profezie della
Scrittura Sacra, sia in termini espliciti che allegorici,
ponendo particolare attenzione sull'Apocalisse di Giovanni,
finalizzata alla descrizione della Venuta Seconda di Cristo;
Essi credono nella veridicità dei Suoi titoli e nella Sua
predicazione, che tendono a proiettarlo nella trascendenza e
nel mistico: molti tuttavia negano che il Re abbia mai
avanzato tali pretese, sostenendo invece che le abbia
rifiutate espressamente. I rastafariani pensano che tali
posizioni ignorino il contenuto della Rivelazione, e che
l'atteggiamento "restio" di Haile Selassie I compia
perfettamente le linee della Cristologia biblica.
I rastafariani rifiutano l'idea del decesso fisico o
spirituale di Haile Selassie I, credendo nel Suo
occultamento volontario agli occhi degli uomini. Secondo la
teologia cristiana, infatti, Gesù Cristo muore una sola
volta e risorge definitivamente, espiando il peccato umano
(Lettera agli Ebrei 9, 26-28); la Sua seconda venuta
rappresenta il tempo del Regno glorioso, non della passione
e del sacrificio. I misteri che ancora oggi avvolgono la
scomparsa di Haile Selassie I (la mancanza di foto, video,
la negazione dei funerali, la scelta di non mostrare il suo
corpo, la provata falsità delle cause fisiche addotte per
giustificare il decesso) sono per loro la dimostrazione
della veridicità della propria fede. Credono dunque che
Haile Selassie I sia ancora corporalmente vivo e presente
sul trono d'Etiopia, e che essi costituiscano il Suo Regno.
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